
104
XVIII Secolo
Collezione Privata
169x73cm
Parato in cuoio dorato
Manifattura olandese, secondo quarto del XVIII secolo (1735–1745)
Questo magnifico parato in cuoio dorato, databile al secondo quarto del XVIII secolo, rappresenta un'espressione eccelsa della decorazione d'interni rococò olandese. La complessa composizione si articola attorno a un cartiglio centrale romboidale che, grazie a un'illusionistica tecnica trompe-l'œil, si trasforma in una nicchia scultorea a forma di serratura. La metà superiore del pannello è un tripudio di ornamenti rococò, con volute asimmetriche e fogliame. All'interno della nicchia, una ricca ghirlanda di fiori policromi forma una natura morta floreale che si stacca plasticamente dallo sfondo. L'abilità dell'intagliatore e del pittore dissolve la bidimensionalità, fondendo armoniosamente il primo piano decorativo con la profondità dello spazio architettonico simulato. La preziosa superficie è definita da una sontuosa combinazione di colori dominanti: l'oro brillante del fondo e delle decorazioni a rilievo, l'azzurro cielo dei cartigli e il verde vivace delle ghirlande floreali. L'opera incarna l'apogeo della lavorazione del cuoio dorato nei Paesi Bassi, dove la raffinatezza tecnica si univa a un gusto decorativo audace e sofisticato.
Esempi di rivestimenti murali in cuoio affini per stile e soggetto sono conservati presso prestigiose istituzioni museali, tra cui il Museum Plantijn-Moretus di Anversa (Belgio) e il Palazzo Colonna all'Ara Coeli a Roma (Italia). Singoli pannelli pertinenti a questa tipologia si trovano nel Museo Reale di Arte e Storia di Bruxelles (Belgio) (Inv. n. 5345/1), nel Museo delle arti applicate di Palazzo Pillnitz a Dresda (n. inv. 6868), nel Museo tedesco della carta da parati a Kassel (n. inv. 28/28) e nel Museo tedesco della pelle a Offenbach sul Meno (Germania) (n. inv. 2400).
Epoca: XVIII secolo, 1735–1745
Dimensioni: 169 × 73 cm
Manifattura: Paesi Bassi
Provenienza: Collezione privata
Confrontare:
Simone Bergmans e Eloy Koldeweij, Gilt Leather Wall Hangings: An International History, pag. 35 con illustrazione (per un confronto stilistico con opere affini).